Home
Fini dichiara guerra al bavaglio
[Sara Nicoli, Il Fatto Quotidiano, 1 giugno 2010]
Scontro istituzionale con Schifani che si infuria. Ma rimanda il testo in Commissione
“Ho dei dubbi”. Tre parole per dire: il ddl intercettazioni, così com’è, non passa. A costo di fermarlo io. Gianfranco Fini, da Santa Margherita Ligure, dichiara guerra alla legge bavaglio, schiera le sue truppe per contrastare questo ddl al Senato e promette che alla Camera ci metterà del suo per fare in modo “che il Parlamento rifletta ancora su quel testo”. A meno che non venga modificato. E forse succederà così visto che poi, come anticipato due giorni fa dal Fatto, il testo tornerà in commissione per un ulteriore approfondimento. Ma intanto le parole di Fini hanno scatenato il finimondo. Il presidente del Senato le ha prese davvero male, anzi malissimo, un intervento a gamba tesa sui lavori della sua Camera che non è quella di Fini: “Non mi sono mai occupato – è la replica stizzita – di dare valutazioni politiche in merito ad argomenti all’esame dell’altro ramo del Parlamento”. Controreplica di Fini: “Non rinuncio al mio ruolo politico; sulle questioni relative alla legalità e all’Unità nazionale non ho intenzione di desistere”. Ultima parola per Schifani: “Voglio garantire un ruolo di terzietà”.





